Imposta di trasferimento - per chi compra

Agevolazioni

L’agevolazione cosiddetta “per la prima casa” consiste in una tassazione molto ridotta, decisa dallo Stato per aiutare chi ha bisogno di comprare casa per l’esigenza primaria di abitarci.

Chi può chiederla
Per godere di questa agevolazione è necessario che:

  1. La casa non sia considerata di lusso.

  2. Chi la compra abbia la residenza nel Comune dove si trova l’immobile, oppure dichiari al notaio, durante il rogito, che intende trasferire lì la residenza entro un anno dall’acquisto.
    In alternativa, il Comune in cui si trova l’immobile può essere quello dove lavora abitualmente: in questo caso non è necessario prendervi la residenza.
    Infine, nel caso particolare che chi compra la casa lavori all’estero per conto di un datore di lavoro italiano, è sufficiente che l’abitazione comprata si trovi nel Comune in cui ha sede la ditta per la quale si lavora.

  3. Non si sia già usufruito dell’agevolazione per la “prima casa” per un immobile che si possiede ancora (o del quale si ha l’usufrutto o il diritto d’uso), nemmeno in comproprietà con altre persone, anche in Comuni diversi da quello in cui si acquista la casa.
    Questo significa in pratica che si può godere di questa agevolazione soltanto per una casa alla volta.

  4. Non si possiedano nello stesso Comune altre case, neanche in comunione con il coniuge, e nemmeno se ne abbia l’usufrutto o il diritto d’uso.
    Questo vuol dire che se si possiedono altre case in altri Comuni, ma per nessuna di queste si è ottenuta l’agevolazione come “prima casa”, è possibile fare richiesta per comprarne una con questa agevolazione (purché la nuova casa si trovi in un Comune in cui non si possiede già un’altra casa).

Se occorre rivendere
Attenzione: se si compra un immobile con l’agevolazione per la “prima casa” ci si deve impegnare a non rivenderlo per almeno cinque anni oppure, se lo si vende prima di cinque anni, a comprare entro un anno un altro immobile da usare come abitazione principale.
Se questo non succede, allora l'Ufficio del registro pretenderà la differenza fra quanto si è pagato e quanto si sarebbe dovuto pagare senza l'agevolazione per la prima casa, il tutto maggiorato del 30% a titolo di sanzione. Non basta: in questo caso sono dovuti anche gli interessi di mora.

Dall’altro lato chi vende la casa per la quale ha goduto dell’agevolazione per la prima casa (con Iva al 4% o imposta di registro al 3%) e ne compra, entro un anno dalla vendita, una nuova non di lusso, ha diritto al cosiddetto “credito d’imposta”.

Questo vuol dire che l’Iva (o l’imposta di registro) pagata per il precedente acquisto può essere spesa per pagare varie tasse sulla nuova casa, come appunto l’Iva o l’imposta di registro, ma anche tasse ipotecarie, catastali, sulle successioni o sulle donazioni, tasse su atti o denunce presentati all'Ufficio del registro o anche l’Irpef nella dichiarazione dei redditi.
Non ne può però essere chiesta la restituzione.

Attenzione: nel caso in cui il nuovo acquisto avvenga da una società che fattura con Iva, chi compra dovrà comunque pagare l'Iva (sia pure ridotta, per via dell'agevolazione prima casa), e dovrà poi ricorrere al recupero del credito nel modo appena descritto.