Imposta di trasferimento - per chi compra

Ipotecaria

Questa imposta colpisce trascrizione, iscrizione, rinnovazione, cancellazione e annotazione nei pubblici Registri immobiliari.

Queste formalità appena elencate devono essere eseguite da chi compie le seguenti operazioni:
  • Acquisto di diritti di proprietà o di altri diritti reali di godimento (cioè di usufrutto, di servitù, di superficie, di uso, di abitazione e di enfiteusi) su beni immobili. È quindi evidente che chi compra un immobile ricade in questa ipotesi;
  • successioni (cioè eredità);
  • donazioni;
  • ipoteche.
Questa imposta si paga all’Agenzia del Territorio dei Pubblici registri immobiliari (“Conservatoria”) nella cui circoscrizione si trovano gli immobili.
Normalmente al pagamento provvede il notaio. Per la base imponibile e le aliquote si può chiedere a lui, tenendo conto del fatto che nei due casi più comuni:
  • Se chi vende è l’impresa che ha costruito l'immobile, oppure un’impresa che ha ristrutturato un immobile che già esisteva, oppure ancora un’impresa immobiliare (cioè che compra e vende immobili), chi compra paga l’imposta ipotecaria nella misura fissa di 250.000 lire.
  • Se chi compra ha diritto alle agevolazioni per la prima casa, paga l’imposta ipotecaria nella misura fissa di 250.000 lire anche se compra da un privato o da un’impresa diversa dai tre tipi indicati al punto precedente.
  • Negli altri casi, la base su cui si calcola l’imposta è la stessa che si utilizza per il calcolo dell’Imposta di registro: nei casi principali, quelli in cui non è dovuta l’Iva, l’aliquota da pagare è del 2%. Per gli altri casi, normalmente chi compra casa fa riferimento al notaio.
Catastale

Questa imposta colpisce le "volture catastali" " (cioè la registrazione al Catasto dei trasferimenti immobiliari) eseguite per operazioni uguali a quelle appena elencate per l'imposta ipotecaria.

Questa imposta si paga all’Ufficio del Catasto. Normalmente al pagamento provvede il notaio.

La somma da pagare cambia a seconda che si compri da un privato o da un’impresa:
  1. Se chi vende è l’impresa che ha costruito l'immobile, oppure un’impresa che ha ristrutturato un immobile che già esisteva, oppure ancora un’impresa immobiliare (cioè che compra e vende immobili), allora le imposte ipotecarie e catastali sono di 250.000 lire ciascuna, per un totale di 500.000 lire.

  2. Se invece si compra da un’impresa di tipo diverso dai tre appena elencati (per esempio una ditta che possedeva un appartamento e che lo vende perché ha cessato l’attività), allora le imposte ipotecarie e catastali si pagano in modo proporzionale: l’imposta ipotecaria è pari al 2%, mentre l’imposta catastale è pari all'1% della somma che si è dichiarata nel contratto di vendita.
    Sommando queste due percentuali si avrà quindi un’imposta complessiva del 3%.

  3. Anche se si compra da un privato le imposte ipotecari e catastali si pagano in modo proporzionale: l’imposta ipotecaria è pari al 2% della somma che si è dichiarata nel contratto di vendita, mentre l’imposta catastale è pari all'1%.
    Sommando queste due percentuali si avrà quindi anche in questo caso un’imposta complessiva del 3%.

  4. In ogni caso, se chi compra ha diritto alle agevolazioni per la prima casa sia che compri da un privato o da una impresa diversa dai tre tipi indicati al punto 1, paga l’imposta ipotecaria nella misura fissa di 250.000 lire.