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La caparra
La caparra è una somma di denaro data
come garanzia. Ne esistono due tipi (confirmatoria
e penitenziale).
Negli acquisti di case tra privati se ne usa
quasi sempre una sola: quella confirmatoria.
Perciò quando in compromesso si parli
semplicemente di "caparra" s'intende quella
confirmatoria.
La caparra confirmatoria
La "caparra confirmatoria" è un anticipo
sul prezzo d'acquisto dell'immobile. Viene
pagata dall'acquirente quando firma il compromesso
e impegna entrambi le parti alla conclusione
dell'affare. Se l'acquirente si ritira dall'affare,
perde ciò che ha versato; se è
il venditore (cioè chi ha già
incassato i soldi) a ritirarsi dall'impegno,
dovrà rendere all'acquirente la somma
ricevuta oltre a una penale pari a quanto
incassato: in pratica, restituirà il
doppio della somma ricevuta.
La parte che rispetta i patti (cioè
che non si ritira) può se lo preferisce
ricorrere al tribunale per ottenere che venga
fatto quanto stabilito nel contratto. Inoltre
potrà richiedere un risarcimento del
danno subito: si pensi per esempio al caso
di un venditore che si fosse già impegnato
ad acquistare un altro appartamento, certo
di incassare una determinata cifra dalla vendita
del proprio, e non potesse perfezionare l'acquisto
alla scadenza prestabilita.
La caparra penitenziale
La "caparra penitenziale" è un somma
di denaro prestabilita a indennizzo dell'eventuale
recesso (cioè ritiro) dal contratto.
In questo modo il venditore e il compratore
hanno già stabilito che o l'uno o l'altro
possono recedere dal contratto pagando appunto
una penitenza. Nel caso sia il compratore
a recedere perde quanto versato, nel caso
sia il venditore, deve restituire il doppio.
Con questa formula viene preventivamente esclusa
la possibilità di richiedere in tribunale,
come invece è consentito dalla caparra
confirmatoria, il trasferimento della proprietà
o un risarcimento dei danni.
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