Appartamenti e nuda proprietà

Nuda proprietà

Molto usata all'estero, ma esistente anche in Italia, è la formula della nuda proprietà, che consiste nel separare la proprietà dell'appartamento dalla possibilità di usarlo.

Il contratto dà vita a due figure giuridiche differenti: l'usufruttuario (chi usa l'appartamento) e il nudo proprietario (chi lo possiede ma non lo può usare). La nuda proprietà delinea insomma un immobile gravato da un diritto di usufrutto, uso, abitazione.
Un investitore può acquistare la piena proprietà di un'immobile e poi cederne gratuitamente o a pagamento l'usufrutto a un parente (ad esempio un genitore anziano) o a un amico. Costui, chiamato usufruttuario, ha diritto o di usufruirne direttamente o di affittarlo a terzi incassandone il canone. L'investitore resta titolare della nuda proprietà, che non gli produce alcun reddito.

Poiché l'usufrutto si estingue con la morte dell'usufruttuario, è una prassi abbastanza diffusa acquistare per investimento nude proprietà di immobili gravati da diritto di usufrutto a favore di persone anziane. Il più delle volte sono gli anziani stessi che vendono la nuda proprietà di un loro bene riservandosi il diritto di usufrutto, di uso, o di abitazione fino alla morte.

Normalmente il criterio di valutazione della durata dell'usufrutto sulla nuda proprietà si calcola con l'ausilio delle tabelle assicurative relative all'aspettativa di vita delle persone.