|
Spese condominiali e imposta
di bollo
Spese condominiali e/o di ordinaria manutenzione
Le spese
di manutenzione ordinaria (cioè la riparazione
di ciò che in casa con l'uso normale si rompe
o guasta per logoramento, come i rubinetti,
i termosifoni, i vetri...) spettano
interamente all'inquilino.
(Si parla ovviamente di sostituzioni: se la
casa ha i vetri rotti, si ha diritto a chiedere
che vengano riparati prima di entrarci. Anche
se a volte l'urgenza di traslocare può costringere
a lasciar correre su questo diritto).
Sono a carico dell'inquilino
pure le spese di conduzione
dell'appartamento, cioè: luce, gas, riscaldamento
eccetera.
Infine, è bene ricordare che sono a carico
dell'inquilino le spese condominiali
ordinarie (portineria, eventuale
riscaldamento centralizzato, eventuale giardiniere
eccetera) per cui prima di firmare il contratto
è bene informarsi sempre su quanto incidano.
Le spese condominiali di manutenzione straordinaria
(cioè quelle che escono dall' ordinario, per
esempio il rifacimento della facciata, il
rifacimento del tetto e simili) spettano invece
al padrone di casa, che in
alcuni casi previsti dalla legge può però
farne pagare una parte all'inquilino.
Qui è possibile consultare
una tabella sulla ripartizione delle spese
condominiali.
Imposta di bollo
Sui contratti di locazione
d'immobili bisogna pagare l'imposta di
bollo, applicando una marca da
bollo da 20.000 lire per ogni contratto
presentato alla registrazione. Questa cifra si
applica ad un contratto composto di quattro facciate,
con un massimo di cento righe;
per ogni cento righe aggiuntive si pagano altre
20.000 lire.
Usando contratti tipo (prestampati) di solito
è possibile non superare le cento righe.
Normalmente si presentano alla registrazione
tre contratti: uno rimarrà
all'ufficio del registro e gli altri due andranno
al conduttore e al locatore.
In totale si dovranno quindi preparare 60.000
lire di marche da bollo, che andranno
applicate sulla prima pagina d'ogni contratto,
PRIMA di presentarsi allo sportello. La marche
vanno annullate (è sufficiente scarabocchiarle).
L'imposta di bollo è, per legge, a
carico dell'inquilino.
Successivamente, anche sulle
ricevute di pagamento dell'affitto
("quietanze dei canoni di locazione") andrà
applicata ogni volta, a spese dell'inquilino,
una marca da bollo da 2.500 lire,
se la cifra pagata supera
le 150.000 lire.
|