Contratto di natura transitoria

Questo contratto "sostituisce" il vecchio "uso foresteria" (che secondo i più non è ormai stipulabile, anche se esistono pareri differenti). Le regole previste in questo caso sono però molte, complicate e difficilmente attuabili. Siamo di fronte a un paradosso tutto italiano. La nuova legge ha cercato di stroncare il malcostume di affittare come "uso foresteria" (cioè per l'uso transitorio, in genere per dipendenti in trasferta di aziende) per aggirare le regole esistenti. Tuttavia ha reso praticamente impossibile trovare casa in affitto a chiunque abbia davvero la necessità di affittare una casa per un periodo inferiore ad otto anni, per esempio per un corso di aggiornamento o uno "stage" di sei mesi o un anno in un'altra città. Ecco i punti essenziali delle nuove regole:
  • La durata deve essere compresa fra 1 ed 18 mesi.
  • Il contratto va accompagnato dalle dichiarazioni, dell'inquilino e del proprietario, che comprovino le rispettive esigenze di dare e di prendere in locazione per una breve durata. Il tutto accompagnato dalla documentazione relativa: per esempio contratti di lavoro, iscrizione a corsi di aggiornamento o stages eccetera.
  • Il canone è libero, ma solamente fuori dalle città "ad alta tensione abitativa" e dai Comuni limitrofi. In questi ultimi, infatti, il canone deve corrispondere alle tabelle proposte dai Comuni di appartenenza, che fanno riferimento ai canoni convenzionati. Ciò significa che in questi Comuni è praticamente impossibile firmare un contratto di tipo transitorio, perché è difficile trovare un proprietario disposto a dare in affitto la casa ai canoni convenzionati, mentre le leggi proibiscono esplicitamente soluzioni transitorie diverse da quelle descritte (compreso l'"uso foresteria", come già detto).